Myosotis
2014
Installazione ambientale interattiva
Sensore Kinect, proiettore, computer con software generativo custom (Max/MSP/Jitter)
Dimensioni variabili
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2014
Interactive environmental installation
Kinect sensor, projector, computer with custom generative software (Max/MSP/Jitter),
Dimensions variable

L’immagine trova la propria genesi e la propria persistenza mnemonica unicamente nell’atto dell’osservazione: priva di uno sguardo che la sostenga, essa permane in uno stato di latenza visiva. Myosotis traduce questa condizione di dipendenza percettiva in un’installazione ambientale interattiva, in cui la visibilità della proiezione a parete è diretta conseguenza dell’attenzione visiva a essa rivolta.
L’architettura tecnologica dell’opera si fonda sulla convergenza tra un sensore Kinect e un software custom sviluppato in ambiente Max/MSP/Jitter. Mappando in tempo reale la presenza degli occhi nell’ambiente, il sistema converte il volume degli sguardi in variabile d’innesco per l’affioramento di un’immagine: all’aumentare della concentrazione visiva, la proiezione risponde acquistando progressivamente nitidezza, completando le proprie porzioni mancanti, oppure passando da un’impronta appena accennata alla piena visibilità. Quando lo spazio si svuota o l’attenzione cade, il processo si inverte e la proiezione regredisce fino a scomparire sulla superficie muraria.
L’opera trasforma la fruizione da atto passivo a responsabilità collettiva: la nitidezza, la completezza e la presenza visiva non sono dati stabiliti a priori, ma dipendono direttamente dalla quantità di sguardo coinvolta. MYOSOTIS riflette sulla natura condizionata dell’immagine, la cui sopravvivenza nello spazio espositivo e nella memoria di chi osserva si lega indissolubilmente alla continuità dell’atto di visione.
The image owes its genesis and mnemonic persistence entirely to the act of observation: lacking a sustaining gaze, it remains in a state of visual latency. Myosotis translates this condition of perceptual dependence into an interactive environmental installation, where the visibility of the wall projection directly correlates with the visual attention directed towards it.
The artwork’s technological architecture rests on the convergence of a Kinect sensor and custom software developed in Max/MSP/Jitter. By tracking the presence of eyes within the space in real time, the system converts the volume of viewers’ gaze into a triggering variable for the emergence of an image: as visual concentration increases, the projection responds by progressively gaining sharpness, completing its missing sections, or shifting from a faint trace into full visibility. When the space empties or attention wanes, the process reverses, and the projection regresses until it vanishes from the wall surface.
The work transforms visual reception from a passive act into a shared responsibility: clarity, completeness, and visual presence are not pre-determined givens, but depend directly on the volume of gaze engaged. MYOSOTIS reflects on the conditional nature of the image, whose existence within the exhibition space and endurance in the observer’s memory remain inextricably bound to the continuity of sight.