Wedding favors
2015 - 2017
Work in progress
Installazione a parete
Sassi, foglia d’oro
Dimensioni variabili
Numero dei pezzi variabile
-
2015 - 2017
Work in progress
Wall installation
Stones, gold leaf
Variable dimensions
Variable number of pieces

Wedding Favors (2015–2017) è un'installazione che cresce per accumulo, configurandosi come un archivio affettivo e materiale: un gesto minimale e ripetuto, compiuto nell'intimità di una pratica condivisa, in cui i sassi — nella loro inscalfibile solidità — sembrano non curarsi di quanto possano essere insidiose le storie d'amore. Raggiungere una vetta e, in quel momento di sospensione, selezionare una pietra e segnarne la superficie con un sottile strato d'oro. Il lavoro si sottrae a una dimensione puramente descrittiva per divenire un dispositivo di condensazione simbolica, dove il tempo dell'esperienza, la fatica del percorso e la fragilità del ricordo si depositano in un oggetto minimale e prezioso.
La foglia d'oro, tradizionalmente associata all'ornamento e alla celebrazione, viene qui impiegata come membrana critica: un sottile strato che racchiude e al tempo stesso rivela, che trattiene l'intensità di un istante senza fissarlo in un racconto univoco. Ogni sasso diventa così un frammento solido, un promemoria materiale che resiste a una lettura sentimentale, pur evocando la dimensione del dono, della condivisione e di un'alleanza che si fa carico del proprio stesso peso.
L'installazione si presenta come una costellazione di presenze, un insieme aperto e in divenire in cui l'accumulo progressivo dei pezzi suggerisce un tempo che si stratifica, senza gerarchie, e in cui lo spettatore è invitato a proiettare i propri significati, senza mai risolversi in una storia definita.
Wedding Favors (2015–2017) is an installation that grows through accumulation, configuring itself as an affective and material archive: a minimal, repeated gesture performed within the intimacy of a shared practice, in which the stones — in their unyielding solidity — seem indifferent to how insidious love stories can be. Reaching a summit and, in that moment of suspension, selecting a stone and marking its surface with a thin layer of gold. The work eludes a purely descriptive dimension to become a device of symbolic condensation, where the time of experience, the effort of the journey, and the fragility of memory settle into a minimal and precious object.
Gold leaf, traditionally associated with ornament and celebration, is here employed as a critical membrane: a thin layer that both encloses and reveals, that holds the intensity of an instant without fixing it into a single narrative. Each stone thus becomes a solid fragment, a material reminder that resists a sentimental reading, while still evoking the dimension of the gift, of sharing, and of an alliance that takes on its own weight.
The installation presents itself as a constellation of presences, an open and evolving ensemble in which the progressive accumulation of pieces suggests a time that stratifies without hierarchies, and in which the viewer is invited to project their own meanings, never resolving into a defined story.



















