Crossings




2026
Installazione ambientale site-specific
Pre-spaziato applicato sulla pavimentazione dello spazio espositivo, interventi a parete con pennarello acrilico e videoproiezione
Dimensioni variabili
-
2026
Site-specific environmental installation
Pre-spaced application on the exhibition floor, wall interventions with acrylic markers, and video projection
Variable dimensions




Crossings. Vista dell’installazione. Installation View. Scuola Piccola Zattere, Venezia (VE) - IT


Concepito per il simposio Museum as Carrier Bag: pratiche per un museo vivente curato da Lisa Andreani, Crossings trasforma lo spazio espositivo in un dispositivo semiotico a tutto campo, dove pavimento e pareti smettono di essere semplici superfici di supporto per diventare parte attiva di un organismo narrativo in divenire. L'installazione si dispiega come un sistema di segni interdipendenti che sospende e fonde più registri conoscitivi, abitando una zona di confine tra pianta architettonica, mappa mentale, palazzo della memoria e taccuino di appunti.

Se il pavimento invita a una lettura tattile e percettiva, trasformando la camminata in un atto interpretativo, le pareti ne diventano il riflesso speculare e concettuale. I disegni non sono decorazioni, ma volumi e spazi da riempire, che attendono di essere attivati dai pensieri, dalle parole e dai movimenti di chi attraversa l'ambiente. Le videoproiezioni, infine, immettono un ulteriore strato di temporalità e flusso, e raccontano un tempo precedente a quello installativo: quello del pensiero ideativo, del ragionamento, degli interrogativi, delle possibili connessioni. Un tempo anticipatore, permeato dal confronto con la curatrice e dalle assonanze tra le nostre rispettive ricerche.

L'attraversamento diventa così un atto interpretativo: il visitatore attiva un percorso di consapevolezza a più livelli. Il primo è percettivo-corporeo: segni, soglie, interruzioni, continuità. Il secondo è cognitivo-mnestico: ogni elemento visivo innesca ricordi e relazioni. Il terzo è meta-spaziale: la consapevolezza che lo spazio è una costruzione mentale, e che l'installazione ne è il diagramma vivente, un palazzo della memoria contemporaneo dove progetto e ricordo, ordine e pensiero in divenire coesistono in equilibrio instabile.

Crossings invita a una deriva lenta e partecipata, dove ogni sguardo, ogni passo, ogni pausa contribuisce a completare il senso dell'opera, in un labirinto di significati che si svela solo attraverso l'esperienza diretta.



Crossings has been conceived for the symposium Museum as Carrier Bag: Practices for a Living Museum, curated by Lisa Andreani. The installation transforms the exhibition space into an all-encompassing semiotic device, where floor and walls cease to be mere supporting surfaces and become an active part of a narrative organism in the making. The work unfolds as a system of interdependent signs that suspends and blends multiple registers of knowledge, inhabiting a border zone between architectural plan, mental map, memory palace, and sketchbook page.

If the floor invites a tactile and perceptual reading, turning walking into an interpretive act, the walls become its speculative and conceptual mirror. The drawings are not decorations but volumes, fields, and spaces to be filled, waiting to be activated by the thoughts, words, lived experiences, and movements of those who walk through the environment. The video projections, finally, introduce an additional layer of temporality and flow, and speak of a time that precedes the installation: that of ideational thought, of reasoning, of questions, of possible connections — an anticipatory time, permeated by the dialogue with the curator and the resonances between our respective research practices.

Traversing the space thus becomes an interpretive act: the visitor does not simply move through it but progressively activates a multi-layered journey of awareness. The first level is perceptual-corporeal: moving through the space, one encounters signs, thresholds, interruptions, material continuities. The second is cognitive-mnestic: each visual element can trigger a memory, a connection, a mental note. The third is reflective and meta-spatial: the awareness that space itself is a mental construction, and that the entire installation is its living diagram — a contemporary memory palace where inside and outside, project and recollection, geometric order and thought-in-process coexist in an unstable equilibrium.

Crossings invites a slow, participatory drift, where every glance, every step, every pause contributes to completing the work's meaning, in a labyrinth of significances that reveal themselves only through direct experience and active engagement.




Crossings. Vista dell’installazione. Installation View. Scuola Piccola Zattere, Venezia (VE) - IT




Crossings. Vista dell’installazione. Installation View. Scuola Piccola Zattere, Venezia (VE) - IT




Crossings. Vista dell’installazione. Installation View. Scuola Piccola Zattere, Venezia (VE) - IT




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Ph. Giacomo Bianco